DOMANDE FREQUENTI

E problemi più comuni.

Tra i non addetti ai lavori c'è ancora poca chiarezza su chi sia uno psicologo, quali siano le sue competenze, chi vi si può rivolgere in caso di bisogno e cosa può fare concretamente per aiutarti. Bene, prendiamoci del tempo e cerchiamo di fare chiarezza...

Chi è lo psicologo?

“La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.” (Art. 1 — Legge 56/89)

Lo psicologo è colui che dopo una laurea magistrale (di cinque anni) in psicologia, e dopo aver svolto un tirocinio di un anno, può successivamente abilitarsi all'esercizio della professione tramite il superamento dell'esame di stato, è quindi iscritto all'albo A di un ordine regionale o provinciale degli psicologi. Per saperne di più: www.ordinepsicologiveneto.it

Lo psicologo continua ad aggiornare la propria formazione. Al pari della professione medica esercita attività di diagnosi, cura e riabilitazione.

Quando rivolgersi ad uno Psicologo?

È utile rivolgersi ad uno psicologo per essere aiutati quando si avverte una situazione di disagio che interferisce con il normale svolgimento delle proprie attività quotidiane, per momenti di crisi temporanea, per problemi che da soli non si riesce a risolvere o per un semplice supporto nel normale processo di crescita o di adattamento agli eventi più significativi della vita dei genitori e del proprio figlio (ingresso scolastico, trasloco, matrimonio, gravidanza, separazione, malattia, lutto, ecc...)

Rivolgersi ad uno psicologo sin dai primi segnali di disagio è essenziale per prevenire l'aggravamento di una situazione.
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma indica consapevolezza dei propri bisogni.
Di che cosa mi occupo?
Di varie problematiche inerenti all'età evolutiva, di tutte quelle difficoltà che si incontrano nelle diverse fasi dello sviluppo cognitivo, affettivo, emotivo e relazionale, dalla nascita all'adolescenza.
Queste problematiche possono venire affrontate individualmente, coinvolgendo la coppia genitoriale o l'intera famiglia, attivando le risorse personali, familiari e del contesto, sviluppando le potenzialità individuali e prevenendo ulteriori disagi.
Come lavoro ?
Il primo colloquio conoscitivo avviene assieme ai Genitori

Successivamente ad una prima analisi della problematica, si può procedere con consulenze e colloqui di sostegno alla coppia genitoriale; o con valutazioni più approfondite del minore tramite colloqui, test e osservazioni per inquadrare meglio la problematica e i possibili interventi attuabili.

A seconda del risultato della valutazione effettuata, si può intervenire con un supporto al minore o ai suoi genitori, o con un indirizzamento verso un professionista specialista (logopedista, psicomotricista, dietista ) che fornirà il trattamento più adatto per affrontare il problema. Frequenza, modalità, costi ed obiettivi del percorso sono concordati ed esplicitati sempre assieme all'utente, all'inizio e nel corso degli incontri.

Sono disponibile anche per serate formative-informative riguardo vari temi e problematiche riguardanti l'età evolutiva organizzando incontri di prevenzione e promozione della salute per genitori ed insegnanti.

I problemi più comuni in Età Evolutiva sono :


Problemi scolastici
- Inserimento e abbandono scolastico
- DSA: disturbi specifici dell'apprendimento (lettura, scrittura, calcolo)
- Metodo di studio non idoneo
- DDAI/ADHD: disturbo da deficit dell'attenzione con o senza iperattività
- Bullismo
Problematiche Evolutive
- Problemi comportamentali (capricci, aggressività...)
- Problemi educativi (rispetto regole, autonomia...)
- Paure e fobie (specifiche, scolare, sociale...)
- Ansia (di separazione, attacco di panico, ansia generalizzata, disturbo post traumatico...)
- Problemi dell'evacuazione (enuresi, encopresi)
- Problemi del sonno (incubi, problemi d'addormentamento...)
- Difficoltà alimentari (svezzamento, rifiuto del cibo, sovrappeso, obesità, anoressia, bulimia...)
Difficoltà genitoriali
- Separazione/divorzio/nuovo matrimonio e famiglia ricomposta o allargata
- Malattie gravi in famiglia
- Lutti

Il malessere del bambino o l'insorgere di un problema non è segno di diversità o non normalità, è solo il suo modo di segnalare a chi si prende cura di lui che qualcosa non va. Prendere in considerazione questi segnali e dar loro la giusta attenzione, senza allarmare il piccolo, è un modo per far capire che siamo attenti ai suoi bisogni e pronti a trovare la giusta soluzione.